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sabato 16 gennaio 2016

INAIL, Bando ISI 2015. Pronti 276 milioni per la sicurezza



Al via il nuovo bando INAIL per l’anno 2016,incentivi alle imprese per la salute e sicurezza dei lavoratori.
Anche quest’anno l’INAIL ha confermato il suo impegno nell’incentivare le imprese che investono nella salute e sicurezza dei propri lavoratori, con la pubblicazione del nuovo Bando ISI 2015 INAIL. L’iniziativa parte con una dotazione di circa 276 milioni di euro, suddivisa in budget regionali.
La novità principale di quest’anno è l’introduzione di una nuova misura, dedicata in maniera specifica ai progetti di bonifica amianto. A questa misura si aggiungono naturalmente le altre misure ormai note dai precedenti bandi, ossia i progetti di investimento e i modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Ma vediamo in dettaglio i contenuti principali di questa importante agevolazione:
- Possono aderire all’iniziativa tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, che hanno sede in Italia e che rispettano tutti i criteri e i requisiti di ammissibilità indicati al punto 4 del bando.
- Ogni impresa può presentare una sola domanda, in una sola Regione o Provincia Autonoma scegliendo una sola misura fra le tre misure disponibili (investimento, modelli organizzativi, bonifica amianto).
- Il contributo viene concesso in conto capitale ed è pari al 65% dell’investimento ammesso, sino ad un massimo di € 130.000,00 per impresa. E’ stabilito inoltre un contributo minimo, che ammonta ad € 5.000,00. Tale limite non deve essere rispettato per le aziende con massimo 50 dipendenti che richiedono il contributo per l’adozione di modelli organizzativi.

Il contributo in questione rientra nella normativa de minimis, le imprese devono pertanto rispettare le soglie massime di contributi pubblici ottenibili in base al settore di riferimento:
-  € 15.000,00 per il settore agricoltura;
-  € 30.000,00 per il settore pesca e acquacoltura;
- € 100.000,00 per il settore del trasporto su strada;
- € 200.000,00 per tutti gli altri settori.

giovedì 14 gennaio 2016

Tessera Professionale Europea.....ci siamo

Entra in vigore il 18 gennaio la nuova tessera professionale europea che introduce delle procedure semplificate per esercitare la propria professione all'interno dell'Unione europea.
Si parte con infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari ma è previsto un futuro allargamento ad altre categorie professionali. E' una procedura che agevola la mobilità dei professionisti e la fornitura di servizi nei Paesi Ue diversi da quello di residenza.
La direttiva Ue è entrata ufficialmente in vigore nel gennaio del 2013 e deve esser recepita dagli Stati membri, appunto, entro il 18 gennaio 2016. La procedura elettronica va seguita una sola volta e sarà valevole in tutti i Paesi Ue in cui si vorrà recarsi a prestare un determinato servizio, temporaneamente o per un periodo più lungo.
Una volta che la procedura online è stata eseguita, le autorità competenti hanno una settimana di tempo per comunicare eventuali mancanze e tre settimane per completare l'intero controllo del dossier.
Le autorità del Paese ospitante informeranno tempestivamente l'interessato su cosa fare nel caso reputassero che manchi una determinata qualifica, diploma o certificazione per poter esercitare al loro interno. La carta professionale avrà una durata di diciotto mesi nel caso di soggiorno temporaneo o durata indefinita nel caso di trasferimento definitivo all'estero.

ORA conviene rottamare il Mutuo

Mutui quasi raddoppiati nei primi undici mesi del 2015. I prestiti per l'acquisto di case tra gennaio e novembre hanno infatti registrato un aumento annuo del 97,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il dato emerge da una indagine dell'Abi su un campione rappresentativo di banche, che rappresentano oltre l'80% del mercato italiano, secondo cui nel periodo gennaio-novembre 2015 l'ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato di 44,340 miliardi di euro rispetto ai 22,465 miliardi dello stesso periodo del 2014.
Un contributo rilevante è stato dato dalla surroga dei vecchi contratti. La platea dei debitori interessati a rottamare (chiudere un vecchio mutuo per riaprirlo a tassi più convenienti) un finanziamento ipotecario si è molto ampliata grazie al calo negli ultimi mesi dei tassi per i mutui «fissi». 
Oggi sul mercato si trovano offerte a tasso fisso intorno al 2,5 / 3 per cento, questo significa che la surroga è diventata appetibile non solo per chi ha già in corso un tasso fisso, ma anche per chi sta pagando un prestito indicizzato (a tasso variabile), mettendo in conto un modesto incremento della rata è infatti possibile mettersi al riparo dalle oscillazioni future del mercato dei capitali. 
Il calcolo di convenienza della rottamazione è semplice, anche perchè la banca surrogante non può applicare costi extra (istruttoria-perizia) e paga pure il notaio che redige l’atto necessario per perfezionare l’operazione: quindi il tasso nominale è quello effettivo dell’operazione coincidono.
Le famiglie con le operazioni di surroga possono risparmiare anche 100 euro al mese per mutui in corso con capitale residuo intorno ai 100 mila euro.
Si potrebbe ad esempio anche surrogare il mutuo tenendo pressochè inalterato l’importo della rata e diminuendo drasticamente la durata dello stesso.
Un esempio: se si ha in corso un mutuo a tasso fisso al 5% da 100 mila euro residui, si pagano ogni mese 660 euro per 20 anni. Se si surroga il mutuo per la stessa durata si paga il 2,2% e la rata scende a 515 euro. Se invece si decide di ridurre la durata a 15 anni si pagherebbero 641 euro per 15 anni. 
Tassi sui mutui casa ai minimi. .